La Storia - Elogio al gnocco

Il gnocco (detto un tempo anche macheron) non è, secondo Pierpaolo Brugnoli in Bacanal del gnoco 1987, strettamente veronese e nemmeno veneto, almeno quando ci si riferisce a bocconi ovali o rotondeggianti tratti da un impasto a base di farina di grano e talvolta di pane grattugiato;  solo in un secondo tempo alla farina si sostituirono le patate.
Il gnocco rimane a Verona il piatto sovrano del venerdì ultimo di Carnevale, chiamato ormai da tutti, el venardì gnocolar. Ogni famiglia cerca di provvederne un buon piatto e il gnocco è il protagonista principe del corteo del Carnevale; infilzato su un forchettone-scettro esso viene presentato alla folla festeggiante al passaggio del corteo, che si conclude con la solita gnoccolata in piazza San Zeno.

Decine di relazioni, di poemi celebrano questo rito annuale, immortalato anche in stampe e dipinti, ricordato anche dallo scrittore controriformista F.F. Frugoni il quale ricorda in una sua opera come montagne di gnocchi si preparassero e si distribuissero al popolo “tumultuoso” da una “schiera di facchinacci pur mascherati” nella festa popolare veronese “gozzoviglia dei bufali […] fra gli universali stridori”.
Sempre il Frugoni ricorda fanciulli “tinti il volto di cinabro, con le occhiate di merangoli, armati di canne a guisa di lance, nella sommità delle quali sventolavano banderuole di carta diversamente colorite, nelle quali leggeasi a caratteri tondi e infarinati, queste parole gnocchi, gnocchi, da quelli anche promulgate con le voci festive […] gridavano tutti gnocchi, gnocchi, anche quelli che distribuinvagli e sembravami a me rane, quando nel più arido solleone chieggono, a bocche spalancate, la pioggia a Giove” (P. Brugnoli, op. cit., p. 17).

Il Carnevale veronese è tra i più antichi e più importanti anche attualmente in Italia nel 2008 ha festeggiato la sua 478° edizione ed il suo prestigio internazionale è aumentato dopo che nel 2000 la città di Verona è stata scelta dal Consiglio Europeo del Carnevale come sede dell’EuroCarnevale, con conseguente presenza di importanti organizzazioni musicali in costume, i Guggemusik, dotati di insoliti e allegri strumenti. L’evento è culminato con la sfilata di sabato 22 gennaio, durante la quale tutti i gruppi provenienti da vari punti della città sono confluiti all’interno dell’Arena per un coloratissimo e festoso saluto musicale.