Nel 1984 si provvede ai primi veri vestiti, disegnati da Ettore Moscogiuri e realizzati dalle sorelle Ede e Rosa e alla prima elezione della maschera: trionfa Gilu, al secolo Gianluca Sossella.
Anno dopo anno, anche l’organizzazione migliora e nel dicembre del 2000 viene fondato il Comitato Benefico del Carnevale con tanto di statuto (sottoscritto da dieci persone), allo scopo di continuare, rilanciare e sviluppare quello “spirito comunitario, che un manipolo di coraggiosi – con Mario Prando in testa – ha sempre e onorevolmente voluto, da oltre vent’anni, portare avanti”.
La sede del Comitato, che svolge le sue attività nel Comune di Verona, è fissata in via G.D’Arezzo n.27 e le sue finalità sono delineate dall’art. 4: “Lo scopo che il Comitato si propone è la tutela e la divulgazione socioculturale della maschera del Duca de la Seola, rappresentativa del Carnevale di Borgo S.Croce , nell’ambito del Carnevale veronese e nelle iniziative ad esso collegate, attraverso l’attivazione di iniziative benefiche e sociali”.
Per questo il comitato si dichiara (art. 3) “estraneo ad ideologie e condizionamenti politici, religiosi o di qualsiasi altra natura. Espleta attività di volontariato, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà. L’attività non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario e al volontario possono essere soltanto rimborsate, dal Comitato, le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata entro i limiti preventivamente stabiliti”.
I vari organi del comitato sono: il Presidente (eletto dal Consiglio di amministrazione in scrutinio segreto, in seduta unica e con la maggioranza dei voti, dura in carica due anni. Ha la responsabilità dell’amministrazione e del Comitato, convoca e presiede il Consiglio di amministrazione e l’Assemblea dei soci.
Il primo eletto è Paolino Moscogiuri; il Vice-Presidente (coadiuva il presidente in tutte le sue funzioni); il Segretario (assiste al Consiglio d’amministrazione e l’Assemblea dei soci, redige il verbale ed assicura l’esecuzione delle delibere); il Cassiere (responsabile insieme al presidente della tenuta dei registri).
Due altri organi fondamentali per la gestione del Carnevale sono il Consiglio di amministrazione (i sei membri classificati nelle elezioni del presidente dal secondo al settimo posto durano in carica due anni e sono rieleggibili. Il Consiglio si raduna almeno due volte all’anno per il preventivo ed il consuntivo ed è investito dei poteri per la gestione ordinaria del Comitato; amministra il patrimonio sociale, propone il bilancio di previsione, stende il bilancio consuntivo e relaziona sull’attività svolta) e l’Assemblea dei Soci (rappresenta l’universalità dei Soci; ha il compito di dare le direttive generali per la realizzazione degli scopi sociali. Vi prendono parte tutti i Soci in regola con la quota sociale annua ed è convocata almeno una volta l’anno; delibera sul preventivo e sul consuntivo e su eventuali proposte del Consiglio d’amministrazione).
Per il funzionamento della “macchina” del Carnevale, oltre a coloro che in ogni circostanza trascinano con entusiasmo gli altri, sono essenziali i Soci, in numero … nel 2008. Possono esserlo tutti i cittadini “simpatizzanti, preferibilmente residenti in Borgo Santa Croce”.
Si distinguono, come in ogni rispettabile società, in Ordinari (quota annuale), Sostenitori (quota annuale più contribuzioni straordinarie) e Benemeriti (quota annuale più particolari benefici morali e/o materiali).
Ai Soci all’atto del tesseramento viene consegnato il distintivo con due leoni, uno giallo ed uno verde, che sostengono la seola.
Un apposito Albo delle regole raccoglie, numerate in un registro, tutte le regole che vengono stilate dal Consiglio di amministrazione nel corso delle proprie riunioni allo scopo di regolamentare le attività del Comitato; “le regole vengono adottate in tutti i casi in cui sia necessario porre limiti o suggerimenti operativi alle attività del Comitato, in relazione agli articoli del presente Statuto”.
Il neonato Albo delle Regole (ne contiene per ora solo sei) stabilisce fra l’altro che “la Commenda e la pergamena vanno conferite ai Soci benemeriti che hanno partecipato almeno per tre anni alle sfilate del Carnevale come maschera della Corte oppure che hanno offerto un contributo economico rilevante”; precisa che la carica di Presidente è incompatibile con quella di duca o duchessa e stabilisce che “con la Quaresima le attività del Carnevale sono limitate solo alle visite (ospedali, ricoveri, scuole e asili) con eccezione della festa della Renga a Parona che peraltro non è moralmente vincolante”.
I finanziamenti per le varie attività derivano da quote annuali dei Soci, dai contributi e dalle offerte di enti pubblici e privati, da eventuali donazioni, da proventi di iniziative permanenti ed occasionali e da eventuali sponsorizzazioni.
L’art.6 dello Statuto permette, “al fine di assicurare il più completo conseguimento dei compiti statutari”, di consorziarsi con altri Comitati, enti ed organizzazioni benefiche nell’ambito del Carnevale veronese o meno, come pure è prevista la possibilità “di porre in essere collaborazioni di vario tipo con enti pubblici, associazioni private, ditte, singoli o altri soggetti, allo scopo di effettuare iniziative o manifestazioni”.
La rappresentatività del Carnevale di Borgo Santa Croce è composta da un minimo di sei persone e cioè: dal Duca de la Seola , dalla Duchessa, dal Cortigiano, dalla Cortigiana, dal Presidente ( con mantello nero e cilindro) e dal Consigliere (con mansione di portagagliardetto).
Il Carnevale di Verona ha origini molto antiche e la sua maschera principale è il famoso Papà del Gnocco, la maschera tipica del quartiere di San Zeno, festeggiato l’ultimo venerdì di Carnevale. Le maschere veronesi emanano dai vari rioni o borghi in cui è divisa la città ed è comprensibile che quelle del centro storico e dentro le mura siano le più antiche.
Per la zona di Borgo Venezia, ormai dilatatosi ampiamente e comprendente dal 1984 sei borghi (da qui la denominazione: Carnevale dei sei borghi), le maschere sono più recenti e si dovettero scomodare la storia e la fantasia per trovare dei personaggi che le rappresentassero.
Creato da Gilio, guidato da Mario, dipinto da Italo: ecco il primo carro..
Il destino militare di Verona, la più importante piazzaforte d’Italia austriaca, ha convogliato gli abitanti di Borgo Venezia nello scegliere come maschera un personaggio austriaco ben noto alla storia: Bepo Patata Imperator de la Crucaria, cioè Francesco Giuseppe imperatore dei tedeschi. E’ una maschera che è nata da un incontro avvenuto il I° ottobre 1981 presso il circolo Acli di Borgo Venezia alla presenza di una trentina di persone.
Bepo Patata è naturalmente circondato dalla sua corte, composta dal General Radecio (generale Radeski, che in omaggio al radicchio rosso è Radecio), da Sissi, la principessa, da Radecela e da Fra Feton, il confessore di corte.
E’ un nome che ricorda le vicinanze della ferrovia costruita nel periodo austriaco e la stazione di Porta Vescovo, inaugurata il 2 luglio 1849.
Quella di Santa Croce è l’unica che trova la sua origine proprio nel suo Borgo, nella casa rurale detta la Seolara, e data l’anno 1984. Il primo carro nato quasi per scommessa nel 1983, una emanazione dei giochi di massa di più di 400 ragazzi, è creato dal nulla da Giglio, guidato da Mario e dipinto da Italo: il tutto in quindici giorni. Da questa prima realizzazione nasce l’idea di avere una maschera: essendo la Seolara in quel periodo ancora in buona salute, si inventa il Duca de la Seolara e il venerdi gnoccolar del 1984 sul carro di S. Croce ancora fresco di vernice troneggia un faccione di contadino che muove una grossa seola.